L’antifascismo
che nasce dal pane, dal vino, dalla terra, dal sudore, dalle mani, dall’umiltà,
dalla fatica, dall’onestà del lavoro, dal pensiero, dall’amore. Resistere,
perché è umano. Come pietre assolate, l’una sull’altra, in un giorno d’aprile, segnano
un tempo che resta umano, che ha bisogno dell’uomo, come un figlio del padre,
come un nipote del nonno, come il tempo della storia. Non c’è differenza: che
arrivi dagli appennini o da lontano, che la si fucili alle spalle o anneghi in mezzo
al mare, la storia è una e l’accoglienza è un valore della resistenza. Un
applauso dunque, un pugno al cielo: buona resistenza a tutti.
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sabato 25 aprile 2015
venerdì 25 aprile 2014
Contro ogni fascismo, ovunque.
Canto degli ultimi partigiani
Franco Fortini
Franco Fortini
Sulla spalletta del ponte
Le teste degli impiccati
Nell'acqua della fonte
La bava degli impiccati.
Sul lastrico del mercato
Le unghie dei fucilati
Sull'erba secca del prato
I denti dei fucilati.
Mordere l'aria mordere i sassi
La nostra carne non è più d'uomini
Mordere l'aria mordere i sassi
Il nostro cuore non è più d'uomini.
Ma noi s'è letta negli occhi dei morti
E sulla terra faremo libertà
Ma l'hanno stretta i pugni dei morti
La giustizia che si farà.
Le unghie dei fucilati
Sull'erba secca del prato
I denti dei fucilati.
Mordere l'aria mordere i sassi
La nostra carne non è più d'uomini
Mordere l'aria mordere i sassi
Il nostro cuore non è più d'uomini.
Ma noi s'è letta negli occhi dei morti
E sulla terra faremo libertà
Ma l'hanno stretta i pugni dei morti
La giustizia che si farà.
1946
lunedì 27 febbraio 2012
Trinacrian space: così la roccia all'albero: “Sete di libertà e fame di terra”
Se
“muoversi è un bisogno insopprimibile dell’anima, una dimensione spirituale
della conoscenza, una comprensione dell’io attraverso la molteplicità dell’esperienza, se il viaggio ha la sua vocazione, i suoi imprevisti, e il tempo lo si misura sulla libertà dello spazio e sull’intensità della conoscenza”, a noi tocca decifrare segni e significati. Nel
cammino, le prime orme sono quelle della terra, la nostra terra, e con essa i venti e l'azzurro del cielo. A me della terra piacciono i colori e la linea dell’orizzonte che li
divide in campiture terse e definite,
quasi pezze cucite ai margini dell’infinito, chimica burlesca del divenire, allegra forma formante, carillon cosmico a tempo di storia. Così che la linea azzurra decanta sulle zolle, sulle pozzanghere della terra; così che il silenzio lontano si fa subito storia: memoria cromatica, esplosa in
gesti antichi, in misteri millenari: ogni croma una nota, ogni nota una lotta, ogni lotta la stessa idea di liberta'. Lì sulla linea finita dell’orizzonte un vocio di uomini: in mezzo misteri eleusini, culti mitraici,
gregoriani, gigli francesi e galee spagnole, moschetti e aquile imperiali, criminali, potenti e latitanti, mitraglie americane, scudi crociati tutti assetati di terra. Baronie, viceregni, latifondi, crisi
ciclica e delusione profonda. “Sete di libertà e fame di terra”, che diventa
lotta contadina, torto da riparare,
* La citazione del titolo è di Palmiro Togliatti in Il
popolo siciliano ha sete di libertà e fame di terra, su L’Unità 3 settembre 1944; la citazione del testo è in:(http://santomangiameli.blogspot.com/2012/02/trinacrian-space-una-nuova-letteratura.html
testi e foto: santo mangiameli
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