Visualizzazione post con etichetta fotogiornalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fotogiornalismo. Mostra tutti i post

martedì 11 luglio 2017

trinacrianspace: una nuova letteratura del paesaggio in "Suddamerica". Su Taller Carángano.

trinacrianspace: un nuova letteratura del paesaggio naviga oltreoceano, 
dai pub di San Francisco in "suddamenrica", Colombia,  Bogotá, 
e trova buona compagnia
 su Taller Carángano.




sabato 21 gennaio 2017

Novecentonero: una storia per tutti

Novecentonero: c'era un tempo in cui in tanti ci credevano 
e ne avevano bisogno. 
Quello è il mio tempo.
There was a time when many believed in
and they needed it.
That's my time.


domenica 18 dicembre 2016


"Sintiti, sintiti per ordini del cumannu militari"

santo mangiameli
Sicilian AV Project


"Sintiti" c'è un'isola in mezzo al mare e la sua gente, una storia e una terra derubate, sacrificate al culto di un profitto alieno alla sua vocazione, "per ordini del cumandu militari", un potere che "ha datu ordini del coprifuocu".
Ma in quest'isola, tra chi non vuole vedere e chi resta fermo nei limiti di una rassegnazione muta e contraddittoria, "sintitisintiti" c'è invece chi ha sofferto, pensato e lottato, chi continua a farlo anche oggi, chi vuole trasformare in coscienza critica il senso di appartenenza e l'identità di un'intera società, superare i problemi che da cinquant'anni ne hanno violentato la memoria. (Santo Mangiameli)

All photos by SANTO MANGIAMELI - http://santomangiameli.blogspot.it
Music composed and produced by Antonino Musco featuring Shirin Demma on vocals - http://eermusica.bandcamp.com

(c) & (p) 2014 Eclectic Electric ASCAP - http://www.eermusica.com

venerdì 25 novembre 2016

Sulla corsia dei Servi Tomoko in Her Bath

"A cosa serve una grande profondità di campo 
se non c'è un'adeguata profondità di sentimento? 
-Eugene W. Smith-


       Tomoko Uemura in Her Bath is a photograph taken by Eugene W. Smith in 1971. Milano, CMC, 13/11/2016.

lunedì 21 novembre 2016

Trinacrianspace: il mangiafuoco

Nella terra delle bugie
c'è sempre un mangiafuoco dietro l'angolo 
che per cinque soldi distilla l'anima;
almeno così diceva Collodi


domenica 23 ottobre 2016

Pavilion McCurry

  Pavilion McCurry: 
un racconto a colori che buca il moderno, 
immagini a tempo di pioggia nell'autunno milanese.


sabato 19 dicembre 2015

trinacrianspace: last fish


 Pensieri come schiuma,
  una lenza tra le mani: 
l'ultima montagna,
l'ultimo pesce 
in fondo 
al mare



                                                                                        
   


sabato 24 ottobre 2015

Il cibo che uccide

Festival della fotografia etica: il cibo che uccide
Lodi, ottobre 2015


Ed Kashi al centro della navata dell'ex chiesa di San Cristoforo per un'intervista sul suo "Under Cane: A worker's Epidemic",  è soltanto una delle possibili immagini che potrebbero riassumere la sezione dedicata al "cibo che uccide" dall'edizione 2015 del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Dedicato ai lavoratori di canna da zucchero  centroamericani colpiti da CKDnT (malattia renale cronica da cause non tradizionali) Ed Kashi chiude il cerchio sulle cause dei 20.000 decessi tra El Salvador e Nicaragua. Al di là dell'altare, nell'intimità dell'abside, potente come un'icona di altri tempi per delicatezza e profondità umana, il lavoro di Lisa Krantz: “A Life Apart: The Toll of Obesity”, storia di Hector Garcia Jr. deceduto per le complicanze di un'obesità grave. “Se dovessi disegnare la mia vita, disegnerei un bambino dietro al vetro di un negozio con le mani appoggiate mentre guarda il mondo passargli davanti. La vita continua e io me la sto perdendo. Me la sto perdendo da tutta la vita”, queste le parole di Hector Garcia Jr e sembra sentirle ancora più forti foto dopo foto. Scandito dalla metrica introspettiva delle navate, il viaggio in Argentina di Pablo Ernesto Piovano che commuove per lirismo e impegno etico;  su ogni volto, tra le rughe della "donna pazza con la maschera" e quelle del "bambino di cristallo" le tristi conseguenze alimentari e ecologiche della coltivazione di soia transgenica e dell’erbicida glifosato, voluti, senza troppi scrupoli, dalle multinazionali e dal governo argentino. Completa la sezione il reportage di Nadia Shira Cohen e Paulo Siqueira, sui conflitti per la rivendicazione delle terre tra indios brasiliani del Mato Grosso e i "nuovi" proprietari terrieri, non certo propensi a condividere l'antica giurisdizione dei  Guarani. Il corpo di Denilson Barbosa, ucciso, con un colpo di arma da fuoco, da un proprietario terriero semplicemente per aver oltrepassato il confine di un vicino ruscello, giace alla sinistra dell'altare come quello di un martire contemporaneo. 

    Lisa Krantz: “A Life Apart: The Toll of Obesity”


    Pablo Ernesto Piovano: " El costo humano de los agrotóxicos"

   Ed Kashi: "Under Cane: A worker's Epidemic"


mercoledì 16 settembre 2015

"Giungla polacca"



Quando l'accoglienza diventa aleatoria: non si può declinare su basi volontarie l'idea di ospitare migranti in fuga dal dolore. L'accoglienza agisce su basi etiche, riconoscere l'altro in noi e viceversa, condividendo una condizione umana comune e ugualitaria. Qui cade l'uomo, così si distrugge la storia, la memoria; non c'è dubbio è la morte della speranza, mentre gli occhi si volgono a ovest, nel silenzio fumoso di una sigaretta americana.  

lunedì 18 maggio 2015

Trinacrian space: Sua santità Balansûl


Sua santità Balansûl, dall’alluce incarnito, coi piedi scalzi di San Paolo e sui sentieri del mito; oltre i carrubi e all'ombra delle montagne, c’è ancora qualcosa da dire, qualcosa da mostrare, un bosco per gioire, aria sana da ingoiare; non fosse altro per snidarsi dal postmoderno, dall’indecenza del trasformismo, dalla claustrofobica e necessaria evidenza del buono e del giusto; in questo vuoto, nella grancassa dell’abbandono, un gesto compiuto, un’idea di bellezza fatta pietra, divenuta albero, brucia al sole dell’altopiano: silenziosa e perenne denuncia del crollo delle idee, della violenza che assassina la mano, che seppellisce gli occhi e il cuore in colate di cemento. Che gli imperi muoiano e che di tale morte sia segno tangibile il crollo delle sue strade è storia vecchia; oltre l’expo c’è chi scivola paziente e sereno nell’alveo carsico di un nuovo medioevo, una rivoluzione “annunziata” su tavola tarlata. “Santu Paulu nun perdona, San Michele nun c’abbandona”. Che forse a contemplare le clessidre s’impara a scoprire il mistero del tempo? Tortile, precario, sottile e infinito come un merletto, Balansul amministra i venti dall’alto degli Iblei. Ma non è più tempo e non si vuole capire che una clessidra, la si guardi o no, vale tanto all’ingiù quanto una lacrima in cascata libera sullo zigomo dolce di San Sebastiano.












lunedì 8 settembre 2014

distrofainstrofa: "e di poeta cavallar mi feo"




«… il Furioso è un libro unico nel suo
genere e può – quasi direi deve – esser
letto senza far riferimento a nessun altro
libro precedente o seguente; è un universo
a sé in cui si può viaggiare in lungo e in
largo, entrare, uscire, perdercisi. … Ariosto
sembra un poeta limpido, ilare e senza
problemi, eppure resta misterioso: nella
sua ostinata maestria a costruire ottave su
ottave sembra occupato soprattutto a
nascondere se stesso. Egli è certo lontano
dalla tragica profondità che avrà Cervantes,
quando un secolo dopo, nel Don Chisciotte,
compirà la dissoluzione della letteratura cavalleresca. 
Ma tra i pochi libri che si
salvano, quando il curato e il barbiere
dànno alle fiamme la biblioteca che ha
condotto alla follia l’hidalgo della Mancia c’è il Furioso…»

Italo Calvino

martedì 26 agosto 2014

"Temple of the dog"


Mother love bone 

MAN OF GOLDEN WORDS


Wanna show you something like
The joy inside my heart
Seems I've been living in the temple of the dog
Where would I live, if I were a man of golden words?
And would I live, at all?
Words and music, my only tools
Communication

And on her arrival, I will set free the birds
It's a pretty time of year, when the mountains sing out loud
Tell me, Mr. Golden Words, how's about the world?
Tell me can you tell me at all? yeah
Words and music, my only tools
Communication
Let's fall in love with music
The driving force of our livings
The only international language

mercoledì 18 giugno 2014

“Sintititisintiti”

"Sintiti"c’è un’isola in mezzo al mare e la sua gente, una storia e una terra derubate, sacrificate al culto  di un profitto alieno alla sua vocazione, 
"per ordini del cumandu militari"
un potere che "ha datu ordini del coprifuocu"
ma in quest’isola, tra chi non vuole vedere e chi resta fermo nei limiti di una rassegnazione muta e contraddittoria, "sintitisintiti"c’è invece chi ha sofferto, pensato e lottato, 
chi continua a farlo anche oggi, chi  vuole trasformare in coscienza critica il senso di appartenenza e l’identità di un’intera società, 
superare  i problemi che da cinquant’anni ne hanno violentato la memoria. 



Sintititisintiti nasce da un'idea di Antonio Musco e Sicilian AV project,
 vocals by Shirin Demma

fotografie di Santo Mangiameli

domenica 20 aprile 2014

Tra le mani di Rama

“Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei. Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma - signore degli dei - decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando il consiglio degli dei minori decise di riunirsi per risolvere questo dilemma, essi si pronunciarono: "seppelliamo la divinità dell'uomo nella Terra". Brahma tuttavia rispose: "No, non basta. Perché l'uomo scaverà e la ritroverà". Gli dei, allora, replicarono: "In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani". E di nuovo Brahma rispose: "No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie". Gli dei minori conclusero allora: "Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere - sulla terra o in mare - luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere". E fu così che Brahma disse: "Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla".
"A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l'uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato, si è immerso nei mari più profondi," e poi il cannocchiale, gli aerei, l'uomo sulla luna,  navi e treni a vapore e il microscopio,  Darwin e l'infinita frazione dell'atomo, tutto questo alla ricerca di qualcosa che si trova ancora nel silenzio, proprio dentro, in ognuno di noi.