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sabato 21 gennaio 2017

Novecentonero: una storia per tutti

Novecentonero: c'era un tempo in cui in tanti ci credevano 
e ne avevano bisogno. 
Quello è il mio tempo.
There was a time when many believed in
and they needed it.
That's my time.


venerdì 25 aprile 2014

Se gli appennini e la resistenza, oltre il mare, in fondo allo stretto.


Resistono ancora le montagne; nonostante tutto resistono in questo paese che è tutto mare e montagne. Resistono ancora gli appennini al mutare del vento, degli inverni e della primavera, coi loro sassi aspri e severi e si scioglie ancora la neve nei fiumi, in quell’acqua da bere che corre giù a valle dove la lotta oggi si fa più dura. Resiste ancora la passione e la fatica dei sentieri partigiani che da nord a sud, oltre lo stretto, e al di là dei vulcani coniuga ancora la libertà alla natura, il sogno alla Storia. Resiste ancora il mare con le correnti, i pesci nel loro silenzio, fino in fondo dove ogni respiro è vita.







Sempre nuova è l’alba

 Rocco Scotellaro


Sempre nuova è l'alba 

Non gridatemi più dentro, 
non soffiatemi in cuore 
i vostri fiati caldi, contadini. 

Beviamoci insieme una tazza colma di vino! 
Che all'ilare tempo della sera 
s'acquieti il nostro vento disperato. 

Spuntano ai pali ancora 
le teste dei briganti, e la caverna – 
l'oasi verde della triste speranza – 
lindo conserva un guanciale di pietra.... 

Ma nei sentieri non si torna indietro. 
Altre ali fuggiranno 
dalle paglie della cova, 
perchè lungo il perire dei tempi 
l'alba è nuova, è nuova. 


[1948] 

lunedì 31 marzo 2014

Bijouterie Hollande

Ciò che accade in Francia in questi giorni con la vittoria del Fronte Nazionale è un dato preoccupante perché  sovrapponendosi alle vicende ucraine dimostra chiaramente in che modo l’identità delle nuove destre trovi consenso tanto nel centro quanto nelle regioni prossime ad un allargamento europeo. Dall’Ucraina il passo verso la Polonia è per altro breve: qui una delle maggiori forze politiche è quella di Diritto e Giustizia guidata da Kaczyński, appoggiata dall'estrema destra sotto il segno di un patto mistico che trova nella tragedia e nel culto di Smolensk le sue ragioni fondanti. La Grecia di Alba Dorata già da tempo dà la misura di quanto a destra possano portare le derive euro-scettiche. Anche in Italia negli ultimi anni -senza considerare l'impianto fortemente populista e anti-eururopeista del Movimento Cinque Stelle- Forza Nuova, CasaPound, e altre organizzazioni dell’estrema destra incominciano ad incidere socialmente con un mordente e un consenso maggiore rispetto al passato. Questo trend, condiviso su scala europea, non può essere casuale e non può essere censurato con gli stessi strumenti della retorica politica.


Se il risveglio delle sinistre europee, quelle moderate, democratiche, centriste, insomma quelle dei colletti bianchi, trova gli incubi in casa, diventa necessario provare a misurarli su responsabilità concrete. Ciò che ha fatto Hollande corrisponde a ciò che hanno fatto i maggiori partiti della sinistra europea. Non si può far finta di essere di sinistra legittimando finanza, banche e mercati. Non si può far finta di essere di sinistra militarizzando le frontiere, deportando i migranti, sedersi al tavolo dei bilderberg e della Nato. Non si può essere di sinistra e lasciare che in Europa le derive populiste, xenofobe, naziste e fasciste diventino rappresentative del disagio sociale e vincano le elezioni. Non si può essere di sinistra se ci si affida a un tecnicismo che pone i partiti democratici europei al di fuori della tradizione socialista otto-novecentesca. Non si può essere di sinistra censurando le conquiste storiche del pensiero e della lotta comunista, indicando come inique le esperienze fallimentari del comunismo reale nel blocco sovietico. La crisi che stiamo vivendo, che ci è stata imposta, è più dura e violenta di quella del ’29 perché se allo stesso modo colpisce l’economia con il suo portato di disoccupazione e povertà, diventa ancora più  devastante sul piano delle idee e dell’orientamento politico. Nel senso più ampio è una crisi culturale e quindi anche politica. Non serve a nulla un’idea di sinistra elitaria e moderata perché  compromessa con gli stessi poteri liberali che continuano a creare crisi. Il rischio è dunque di consegnare il vecchio continente ancora una volta alle destre con una responsabilità storicamente colpevole di avere emendato la sinistra dal suo ruolo antagonista di forza realmente progressista che nulla ha a che vedere con l’attuale socialismo liberista europeo. Questo è quanto accade negli ultimi anni nel cuore dell’Europa dei palazzi di vetro. A sinistra, per chi sa e si sente tale non c’è confusione, anzi maggiore chiarezza: si continua ancora, sotto altre forme, a lottare contro lo stesso capitale, ancora iniquo, ancora razzista, ancora militarista.